Dove andare durante la tua vacanza in Calabria

Vacanza in Calabria dove andare? Sei finalmente in questa meravigliosa terra di sole e di mare, ma non vuoi solo oziare sotto l’ombrellone e vuoi scoprire cosa offre il territorio che hai intorno? Iniziamo da qui…

Posizionato nel centro del bacino mediterraneo, il territorio della provincia di Crotone ne rappresenta il clima, la cultura e l’alimentazione. Lunghe estati calde e asciutte ed inverni miti consentono di poter vivere del territorio tutto l’anno.

Le culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo si ritrovano tutte qui, dalla scienza all’architettura, dall’archeologia all’oreficeria, dalla musica alla scultura… un tesoro che vi lascerà sbalorditi. Alimentazione mediterranea significa utilizzare i suoi tipici alimenti in maniera variegata, riscoprendo il valore dei piatti unici e rivalutando la tavola come momento di piacere e di distensione.

Collegata con i principali aeroporti italiani tramite il suo aeroporto di S. Anna, sito nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, la provincia di Crotone risulta facilmente raggiungibile in tutti i periodi dell’anno. Il collegamento della litoranea Strada Statale 106 permette di raggiungere sia da nord che da sud l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria. La Strada Statale 107 taglia in modo trasversale il territorio, unendo la costa ai boschi della Sila. La Città di Crotone, capoluogo della provincia, permette il collegamento ferroviario. Autolinee servite da autobus granturismo raggiungono quotidianamente le principali città italiane.

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Vacanza in Calabria, dove andare: Isola di Capo Rizzuto

Isola di Capo Rizzuto è una splendida cittadina a vocazione turistica ed agricola, anticamente circondata da mura di cinta. Essa domina su una grande pianura e la sua superficie presenta una singolare morfologia, caratterizzata da ripiani a quote diverse e tutte degradanti verso il Mar Jonio. Ancora oggi ci si chiede come mai la cittadina di Isola di Capo Rizzuto abbia una tale denominazione. Generalmente nel ricercare le origini di un qualsiasi paese o città si ricade ineluttabilmente nella leggenda o addirittura nel mito. Ciò è il caso della nostra cittadina.

Fra le ipotesi quella più appropriata dai ricercatori è che fanno derivare il nome dell’Isola dal fatto che “Insula” godeva del diritto d’asilo, dalla volgarizzazione del temine Asylos (protezione, riparo) come era chiamato questo sito.

Dunque la prima citazione della città di Isola la troviamo al secolo nono nell’elenco delle sedi vescovili di rito greco e subalterni a Costantinopoli. Già sotto il papato di Leone VI (886- 912) la troviamo sotto il nome di Aisylorum come una della quattro sedi vescovili (soppresse poi nel 1818) suffraganee della Metropolitana Siberene (Santa Severina). Nel 1172 si chiamò Asila e successivamente, durante il passaggio dalla lingua greca a quella latina, si passò al nome di  Isula. Più tardi i Normanni l’assegnarono a Crotone e così si chiamò Insula Cutroni. Soltanto nel 1863 prenderà l’attuale denominazione.

La storia di questa terra è abbastanza complessa ed anche impressionante se si pensa alla sua soggezione ai turchi, alla malaria e alla miseria. E’ stata terra di tutti e di nessuno, passata da un feudatario all’altro, da una famiglia all’altra. Fu feudo e come tale oggetto di scambio: nel 1264 passò ai Ruffo per i servizi resi contro gli Svevi. Poi fu ereditato da Enrichetta Ruffo che lo portò in dote nel matrimonio con Centelles ma questi fu sconfitto da Alfonso d’Aragona che poi destinò al Regio Demanio. Quindi nel 1483 il re Ferdinando I d’Aragona concesse il feudo di Isola a Giovanni de Pou e dal 1495 passò ai Ricca fino ai Caracciolo. Dal 1806 divenne possedimento di Alfonso Barracco, ultimo feudatario.

E poi è storia dei nostri giorni: tanti anni di angheria e miseria, la Riforma Agraria, l’assegnazione delle terre, la ripresa dell’agricoltura, l’abbandono verso l’industria del nord ed oggi lo sviluppo turistico con la preziosità del suo mare, delle sue coste, della Riserva Marina e quindi tanti complessi turistici anche di livello internazionale.

L’area marina di Capo Rizzuto è una delle aree protette più affascinanti di tutto il mediterraneo, la cui bellezza è di rivelazione immediata: l’occhio distingue dapprima i toni autentici e cangianti del cielo e del mare, quindi gli scogli, l’argilla, la sabbia da cui sembrano esalare i profumi di un tempo e i significati del passato. Il breve tratto di costa, splendido e fragile, offre innumerevoli percorsi sopra e sotto il mare.

Fra tanti luoghi da visitare vi è la Chiesa Matrice (Duomo), la Chiesa di S. Marco e il Palazzo Vescovile, sede dei vari vescovi. Fra di essi possiamo ricordare San Luca di Malicuccà, primo vescovo di Isola, Annibale Caracciolo, Francesco Marino, Giuseppe Lancellotti e Michelangelo Monticelli. Isola di Capo Rizzuto ha un territorio molto esteso e comprende innumerevoli siti turistici fra i quali Le Castella, Capo Rizzuto, Marinella, Le Cannella.

Il comprensorio

Punta di diamante non solo a livello provinciale è certamente la frazione di Le Castella le cui origini si perdono in un intreccio tra mitologia e storia. Si può visitare il famoso ed affascinante Castello Aragonese, diviso dalla terraferma da un filo di terra. Costruito da Andrea Caraffa per le continue incursioni saracinesche, il maniero cinquecentesco rimane tutt’oggi un’affascinante luogo da visitare. A Le Castella si trova anche il busto di Uccialì, di origine castellese, Re di Tripoli, di Tunisi e di Algeri. Il suo vero nome era Giovanni Dionigi Galeni, comandante della flotta imperiale di Costantinopoli. Corsaro, conosciuto sotto vari nomi (Uccialì, Luccialì, Occhialì), storpiature del vero nome arabo “Uluch Alì” (nome musulmano che si trova scritto anche in altri modi: Uluc Alì, Uluj Alì, Ulug Alì, Ulugh Alì, ovvero “Alì il Rinnegato”), nato intorno al 1507 a Le Castella (frazione di Isola di Capo Rizzuto), fu preso prigioniero da corsari ottomani in uno dei tanti loro saccheggi. Diventò in seguito di religione musulmana e ammiraglio del Sultano combattendo contro la flotta cristiana di Andrea Doria; si distinse in varie imprese marittime: la conquista di Tripoli (1551), la battaglia delle Gerbe (1560), l’assedio di Malta (1565), la battaglia di Lepanto (1571) (dove comandò l’ala sinistra della flotta ottomana), la presa della Goletta e di Tunisi (1574). Morì a Costantinopoli nel 1587, dopo aver fatto costruire a Topkhane una bella moschea nota con il suo nome. Le sue ossa riposano in un monumentale sarcofago nella Chiesa-Moschea di S. Sofia ad Istanbul.

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Altra realtà importante del comprensorio isolano è Capo Rizzuto. Conosciuta per la sua vocazione turistica, sono da visitare la Torre Vecchia e la Torre delle Guardie. Ma la sua importanza è strettamente legata al culto della Madonna Greca. L’esistenza del miracoloso quadro della Beata Vergine, venerata sotto il titolo di Madonna Greca, patrona di Isola di Capo Rizzuto, si presta a varie leggende, come il ritrovamento sulla spiaggia della stessa effige. Dove andare infine durante la tua vacanza in Calabria? Da visitare la famosa Chiesetta di Capo Rizzuto, riedificata sulle rovine di un antico tempietto pagano e il Santuario dedicato alla Madonna Greca. Semplice e maestoso, come si conviene ad un tempio di Dio.

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